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domenica 5 febbraio 2017

THE TWISTED SWORD - POLDARK 11 - di Winston Graham


Alla fine della lettura dell'undicesimo capitolo della saga dei Poldark, gli occhi lucidi sono giustificati dalla forte emozione che l'autore riesce a far sbocciare in tutti noi, dopo che ci ha portato per mano lungo un percorso che ci ha spalancato una porta sui sentimenti di tutti i personaggi, positivi e negativi, offrendoci un quadro ricco di sfumature e sentimenti, per cui la perdita di uno di loro ci lascia un vuoto giustificato, malgrado ci siano tutti i segnali tipici di una vita che ostinata, come la marea, continua ad andare avanti tumultuosa.


THE TWISTED SWORD (la spada contorta) è il significativo titolo che Graham da a questo nuovo capitolo e che come al solito ha molteplici chiavi di lettura. Tra tutti i romanzi scritti fino a questo punto, non ci eravamo mai trovati così dentro al cuore della storia e della guerra. Ne avevamo colto la drammaticità attraverso dei brevi squarci nei ricordi che Ross conservava della sua esperienza in America. Geoffrey Charles ci aveva parlato dell'orrore e del coraggio, della resistenza tenace contro il nemico, attraverso le lettere dal fronte. Avevamo respirato la storia, con gli eventi tumultuosi, dopo la Rivoluzione Francese, con la follia e l'orrore, seguita poi dall'ascesa del giovane e potente Napoleone attraverso le conversazioni politiche o di salotto. Ma mai, come in questo racconto, eravamo stati travolti dall'azione e dalla violenza di una battaglia destinata nuovamente a cambiare il profilo di un Continente. E Waterloo travolge la pagina, il lettore ed i personaggi con tutta la forza sconvolgente tipica della guerra.


Ma la spada contorta è anche simbolica, quel dolore profondo, assoluto che non si cura, ma con cui si deve scendere a patti per sopravvivere ed è ben spiegato da Graham in un punto della storia in cui Ross, per definire la sofferenza che ha travolto la sua famiglia, pensa ad una spada conficcata nella ferita che viene girata (twist, appunto) acutizzando il dolore. E ovviamente parlo della perdita di Jeremy e del vuoto che ne deriva.


Il romanzo si apre in realtà agli inizi del 1815 e racconta il tumultuoso anno vissuto dalla famiglia Poldark e dai suoi amici. Ross, sollecitato dal Primo Ministro che gli ha proposto una missione di osservatore e di spia a Parigi, nel precedente THE LOVING CUP, deve dare una risposta e alla fine, dopo essersi consultato con Demelza, decide di accettare e i Poldark si preparano per trasferirsi nella tumultuosa capitale, dopo essersi messi d'accordo con gli Enys che li dovranno raggiungere poi in Francia. Sarà una lunga vacanza di tre mesi e nell'emozione e l'ansia che travolge la nostra Demelza, rivediamo la ragazzina preoccupata di sentirsi fuori luogo che abbiamo imparato ad amare molto tempo fa.


Demelza parte con Ross prima per raggiungere Londra, portando con sé Isabella-Rose ed il piccolo Henry. Nella capitale il Primo Ministro accoglie con gioia la coppia e con un'abile mossa tipica da politico costringe Ross ad accettare il titolo nobiliare che prima aveva rifiutato, adducendo la necessità di essere un aristocratico svagato in viaggio con la famiglia. Un ex militare susciterebbe sicuramente maggiori sospetti. Suo malgrado Ross diventa baronetto, titolo superiore a quello conquistato faticosamente da George Warleggan che apprende furioso la notizia dai giornali.


Mentre i Poldark arrivano in una Parigi che sta cercando di ritrovare una sua identità con i Borboni ritornati sul trono, ma con gli animi ancora agitati dal recente passato, tra feste, mondanità e visite, Demelza comincia ad esercitare il suo fascino solito e anche la piccola Bella, pur essendo poco più di una bambina, scopre il potere del suo incanto, su un militare che avevamo incontrato al servizio di Geoffrey Charles in Portogallo.


Rimasta a casa con Stephen, Clowance segue gli eventi attraverso le lettere e questo romanzo è sicuramente quello più epistolare di tutti gli altri. Lettere infinite che legano personaggi fisicamente distanti: Jeremy in Belgio, con la neo moglie che sembra adorare, Ross ed il resto della famiglia a Parigi, Clowance in Cornovaglia. Intanto però la ragazza fa una scoperta sorprendente sul marito, ovvero Jason, un ragazzo che si presenta alla sua porta dicendole di essere il figlio dell'uomo. Che Stephen fosse un personaggio propenso a raccontare bugie, ce n'eravamo resi conto fin dal principio, quando salvato dalle acque aveva inventato più storie sul passato. Clowance accetta passivamente, pur soffrendo, questa nuova verità e devo dire che la debolezza del personaggio (che Graham giustifica dovuta all'amore) in qualche modo non mi riavvicina al personaggio per una questione caratteriale.


Se la ragazza, sempre più isolata, finisce per accettare le infinite bugie, dall'altro lato George Warleggan, rivela le sue vere intenzioni nei confronti della famiglia Carrington, minacciando Stephen di trascinarlo alla bancarotta, privandolo del suo appoggio economico e censurando la sua possibilità di rivolgersi a qualsiasi altra banca. L'uomo è sconvolto e non sa come uscirne, ma la verità è che George si è reso conto che tra i responsabili della rapina fatta ai suoi danni alcuni anni prima c'è anche il marito di Clowance. A salvare la coppia sarà Harriet, la neo moglie di George, dispotica, ma decisa, che ha preso in simpatia la giovane Poldark e che finisce per ricattare il marito con la notizia dell'arrivo di un nuovo erede.


Come al solito Clowance e Stephen non mi affascinano, anche se sicuramente il modo in cui la ragazza sta pian piano prendendo coscienza della piccolezza dell'uomo che il suo cuore ha scelto è come al solito ben trattato. Il mio di cuore però è oltre il confine, in una Parigi dove la notizia dello sbarco di Napoleone nei pressi di Cannes, con poco più di cento uomini, arriva come un colpo di cannone. Pian piano la situazione precipita e il Re lascia la capitale, imitato da decine di aristocratici soprattutto stranieri.


Demelza, rimasta sola mentre Ross è fuori città per un'ennesima missione politica, si vede travolta dagli eventi e quando la situazione precipita con l'avanzare trionfale di Napoleone attraverso un paese che si riaccende di entusiasmo nei suoi confronti, spinta soprattutto dalla sua condizione di madre che deve mettere in salvo i suoi due bambini, decide di partire senza Ross, lasciandogli un messaggio all'ambasciata. Inizia per la donna una fuga tumultuosa che la porterà non in Inghilterra, ma da Jeremy, che nel frattempo è stato nominato Capitano.


Ross, ritornato a Parigi poco dopo la partenza della moglie, viene catturato come spia, soprattutto per colpa di un ambiguo personaggio con cui si era scontrato per difendere Demelza dalle sue attenzioni inopportune. La prigionia e poi la fuga sono altri momenti fortemente drammatici del racconto, mentre la moglie è tornata a Londra e cerca di trovare appoggi politici per farlo liberare. Tutta l'Europa però si prepara allo scontro finale e definitivo contro il nemico dichiarato fuorilegge e arriviamo alla grande battaglia, quella Waterloo che seppur segnò la fine di Napoleone comportò la morte di centinaia di uomini e tra loro, per noi lettori, la morte di Jeremy è quella più drammatica. 


La scena in cui Ross si trova tra le braccia il figlio morente è lo strazio maggiore per questo personaggio intrepido, coraggioso, che la vita ha colpito molte volte e che ha cercato in tutti i modi di rialzarsi. Jeremy se ne va e a lui tocca il compito più amaro e difficile, quello di dirlo a Demelza, mentre si deve prendere cura di Cuby, la sposa del figlio, che aspetta un bambino che mai conoscerà suo padre.


Il ritorno in Inghilterra, l'elaborazione del dolore, i sentimenti di Demelza e Ross che vengono mostrati da dentro attraverso l'abile penna di Graham, sono tra i momenti più drammatici del racconto, in un crescendo di tensione ed emotività che esploderanno sul finale. In queste pagine si racchiudono scene cruciali, come il dialogo frontale tra Valentine e Ross, dove quest'ultimo ammette al ragazzo la possibilità che lui possa essere suo figlio, ma che nel profondo continua a rifiutare, proprio ora che l'altro suo bambino se n'è andato; oppure la morte di Stephen, arrivata con l'ennesima bugia, la peggiore di tutte, che getta Clowance nella disperazione e nell'impossibilità di confidarsi con nessuno. L'amore che l'ha guidata si è rivelata una falena pericolosa le cui ali si sono bruciate nel fuoco di una fiamma che si è spenta troppo presto.


Ed il Natale che chiude il racconto, dopo mesi di sofferenza e di lutto, ci donano una piccola grande gioia. La scena del ritorno dalla casa degli Enys dove i Poldark hanno trascorso il Natale ci emoziona quasi come quella del primo volume, quando Ross e Demelza erano novelli sposi e stavano cominciando ad innamorarsi. Qui l'arrivo di Noelle Poldark, la figlia di Jeremy, viene descritta con tutta l'emozione per l'arrivo di una nuova vita e la malinconia per l'assenza di chi è andato e non tornerà. La nascita chiude un cerchio con Demelza che si fa accompagnare da Ross ad uno dei pozzi della spiaggia di Hendrawna il mattino seguente per disfarsi della famosa Coppa dell'amore che Jeremy le aveva detto di custodire fino al suo ritorno.


L'undicesimo volume si presenta come un capitolo emozionante e commovente, pieno di eventi, di dolori e di gioie, elaborato con la solita attenzione per il dettaglio tipica di Graham e malgrado ci siano elementi che ci parlano di futuro (come le aspirazioni artistiche della piccola Bella che diventano sempre più forti) sembra quasi di essere arrivati ad un punto finale, o di svolta, di questo piccolo grande racconto epocale. Assolutamente imperdibile per tutti gli amanti della saga.


FRASI TRATTE DAL ROMANZO


"Oh, andiamo. Penso che la risposta sia si, giusto? Chi rifiuterebbe una simile offerta? La libertà di Parigi a spese dell'Inghilterra! Una splendida vacanza di tre o quattro mesi nella città più brillante e sofisticata del mondo!" (Caroline a Demelza)


***
'Caro amore mio, non si fa, non è appropriato, non è decente! Nel bel mezzo della giornata, quando abbiamo tutta la notte!" 
"Adesso sembri Jud.' 
"E adesso non farmi ridere" disse lei provando a non singhiozzare. (Demalza e Ross)


***


"Il problema è"  disse lui" che non sono abbastanza buono per te. L'ho sempre saputo dal giorno in cui ci siamo incontrati." 
"Non devi dirlo troppo spesso!" 
''Perché no?'' 
"Potrei cominciare a crederti!"  
(Clowance e Stephen)


***


"Beh suppongo che fareste meglio ad inginocchiarvi, sir. È la consuetudine, sapete? Questo se la vostra schiena non è troppo rigida...Non abbiate paura! Non intendo decapitarvi!" 
(Il Principe Reggente a Ross durante la cerimonia per la consegna del titolo)


***


"Vivi in un mondo ideale, Ross, e in un mondo ideale i titoli verrebbero aboliti. Ma non viviamo in un mondo simile e i titoli esistono e qualche volta sono utili. Questo qui, visto che è ereditario, potrebbe essere molto utile a Jeremy, anche se tu non lo vuoi per te stesso."(Demelza)


***


Adesso lei era davvero un'ombra, una sfumatura, come Hugh Armitage, svaniti da tempo, morti da tempo, eppure il ricordo di entrambi ancora portavano dolore, una lieve riminiscenza di luce in mezzo alla cenere. 
(Ross pensando a Julia)


***


Ross disse: 'Che vorresti che dicessi? "Caro Jeremy, sarai sconvolto dal sapere che l'egoismo di tuo padre ha trionfato sulla sua onestà e che si è lasciato convincere - non resistendo ad ogni passo, pur protestando ad alta voce, ma non sinceramente, ad accettare un titolo di cui non ha né bisogno né che si merita.  
(Ross a Demelza sulla sua insistenza nello scrivere a Jeremy del nuovo titolo)


***


Jeremy scrisse: Cari genitori assenti, spero che entrambi stiate bene, che siate felici e che stiate mantenendo una morale degna tra le depravazioni di Parigi. Noi stiamo bene e siamo molto, molto felici. " 
(Jeremy scrivendo a Ross e Demelza)



***


La piacevole mattina primaverile si stava offuscando per le nuvole alla deriva. Ricordava a Ross il tempo della Cornovaglia, leggero, frivolo, mutevole. Si chiese come doveva essere Nampara oggi. Un mare azzurro crestato di spuma che arrivava ruggendo sulla sabbia? La sua casa, il fumo del camino che si disperdeva eccentrico nella brezza, l'erba che sussurrava, un cavallo che nitriva nelle stalle, gli uomini che lavoravano nei campi? E la sua miniera? Le sue due miniere? Perché era stato un tale pazzo da lasciare tutto per una bizzarra missione che non aveva nessuno scopo fondamentale e che era finita nel disastro? Per ambizione? Ma lui non ne aveva. Era per un senso di dovere? Ma nei confronti di chi? Era qualcosa nella sua natura perversa che reclamava sempre una nuova ed insolita avventura.  
(I pensieri di Ross durante la prigionia)


***


Devo pensare ai tre figli che ci sono rimasti ed il nostro dovere nei loro confronti è quello di non lasciarci andare alla disperazione....Non rende tutto più facile sapere che più di un padre ed una madre nei secoli hanno sofferto quello che stiamo soffrendo noi, né il pensiero di migliaia di altri genitori che sono stati derubati da questa battaglia. Forse siamo stati una famiglia troppo unita. Sentirsi così profondamente legati ai propri figli è la felicità più grande, ma anche il più grande pericolo.  
(Lettera di Ross a Demelza)

***


Questa ragazza è qui al posto di Jeremy, il mio amato e bellissimo figlio, alto e tanto caro. È stata sposata con lui per soli sei mesi ed ora sta ridendo. E forse tra uno o due anni lo avrà quasi dimenticato, come io non potrò mai dimenticarlo. E molto probabilmente si sposerà di nuovo ed avrà bambini da un altro uomo. E l'episodio del suo breve matrimonio con Jeremy sfumerà in un triste angolo della sua precedente esistenza. 
(Demelza guardando Cuby) 



***


''Si, Lady Poldark?'  
'Non devi continuare a chiamarmi Lady Poldark. Sono la madre di Jeremy.'' 
"Non importa. Voglio solo che sappiate..." 
''Che cosa?'' 
"Quanto sto soffrendo...dentro...Ho messo su un bello spettacolo, ma dentro..." 
Demelza disse: 'Forse senza di lui siamo entrambe un po' vuote. 
 Cuby nascose gli occhi umidi contro la mano di  Demelza. 
'Vorrei essere morta!"



***


Il vento piegava il cappello di Demelza e lei allungò una mano per trattenerlo. 'È cambiata, Ross. Penso...che è stata profondamente ferita, sicuramente anche dalla perdita, ma sospetto anche da qualche altra cosa. È come se non si fidasse più del suo giudizio, come se fosse non solo profondamente disperata e triste, ma anche confusa. Non riesco a spiegarlo...È più dura di come era. Sento che ha bisogno di essere trattata con attenzione...con particolare attenzione... 
"Da noi? 
"Spero di si...ma anche dalla vita!" 
(Demelza e Ross parlando di Clowance dopo la morte di Stephen) 

***

E poi, quando aveva visto la coppa dell'amore, che lei aveva pulito e lucidato attentamente, e posta sulla mensola, aveva detto: 'Un giorno...qualche volta...non adesso, forse quando entrambi saremo più vecchi, vorrei parlare con voi!""Non aspettare troppo" 
'(Demelza pensando alla sua conversazione con Jeremy)


***

Beh, posso porre allora la domanda finale. È quella per cui sono venuto, difficile forse da fare...È possibile che voi siate mio padre?
(Valentine a Ross)


***


'Era di mio padre' disse Ross. 'Era l'unica cosa che i francesi mi avevano lasciato quando sono stato catturato. Quando sono scappato, volevo venderlo per comprarmi da mangiare o un posto dove ripararmi, o un'arma di qualche tipo, ma alla fine non ho dovuto. Se l'avessi fatto, non sarei qui oggi.  
(Ross parlando a Dwight dell'orologio del padre colpito dal proiettile durante la battaglia)


***


Così c'era un altro bambino nella casa, un altro Poldark, anche se una bambina, la loro prima nipotina, la figlia di Jeremy, un'altra generazione...una bambina natalizia, una bambina di Gesù, tutto quello che restava del loro figlio soldato. 


***



''Alcune persone si sposano e sembra che cambino la loro personalità. Altri si sposano e non fa la più piccola differenza." 
"Come pensi abbiamo reagito noi?" chiese Demelza. 
"Ci siamo ricreati l'uno ad immagine dell'altra. 
"È un po' complicato per la mia mente semplice, ma penso di sapere che intendi!" 
(Ross e Demelza)

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