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domenica 16 ottobre 2016

DEA D'ARGENTO di Patricia Frances Rowell


Ero alla ricerca di una trama. Sembra strano, ma ero entrata in crisi di astinenza dopo aver letto i tre volumi di Beth Kery della saga QUELLO CHE... che davvero offre poco a livello di intreccio, così ho deciso di scegliere un romanzo della collana I GRANDI ROMANZI STORICI pensando che forse, meno scene di sesso, avrebbero aiutato a costruire qualcosa di più sostanzioso che un semplice manuale per appagare qualche frustrazione e carenza. Chiedo venia agli appassionati, ma un romanzo erotico ben scritto deve offrire molto di più e il 90% non lo fa.


Mi sono imbattuta in questo volume pubblicato una decina di anni fa e che rappresenta un esempio di come una bella trama da sola, purtroppo, non sempre è sufficiente, anche se nel complesso il mio giudizio di valutazione non è completamente negativo, in quanto salverei molto delle vicende narrate.


Il prologo ci presenta subito l'azione ed il movimento, con l'eroina disperata che sembra ormai essere spacciata, e poi eccoci proiettati in avanti, di quasi sei anni, e ancora la nostra lei dal nome insolito, Iantha, si trova nel bel mezzo di una bufera di neve.


Rob Amstrong, lord Duncan, soccorre la ragazza, salvandole la vita e dandole rifugio nel suo castello, dove i due rimangono bloccati per  colpa del cattivo tempo per diversi giorni. Rob è un brav'uomo, rimasto vedono della donna indiana che aveva sposato e che gli aveva dato una figlia. Il lutto è recente ed il ritorno in patria dovrebbe aiutarlo ad andare avanti. Avvezzo al dolore, Rob si rende conto che la fanciulla soccorsa durante la tempesta, dagli incredibili capelli d'argento, malgrado la giovane età, deve aver vissuto qualche trauma profondo.


Iantha, infatti, sembra aver eretto intorno a sé un muro che la isola dagli altri, che la protegge da qualsiasi timo di emozione, come se avesse eretto una diga che deve proteggerla dalla miseria che potrebbe trascinarla via.


La società impone che Rob, dopo aver condotto la fanciulla a casa sua, chieda la sua mano per salvare il suo onore e questa piccola attenzione al protocollo, in un contesto come il romanzo storico rosa che la maggior parte delle volte racchiude la sua essenza solo in pizzi e merletti che rivestono donne che in quel periodo sarebbero state lapidate per i loro atteggiamenti troppo moderni, ha fatto sussultare il mio cuore di compiacimento. Certo mi resta il dubbio su quale onore salvare, visto che Iantha, non certo per colpa sua, era diventata un soggetto disprezzabile in un mondo dove l'unico valore della donna sul mercato matrimoniale poteva essere la verginità.


Comunque Rob da perfetto gentiluomo chiede di riparare al danno e gli viene concesso il permesso di chiedere alla ragazza la sua mano, solo dopo che il padre ha chiarito con lui la triste storia di Iantha. L'orrore vissuto invece di allontanare Rob lo commuovono e l'uomo decide di dare il suo supporto ed il suo aiuto alla futura sposa, cercando anche di capire chi possa essere il responsabile delle atrocità a cui viene sottoposta.


Se da un lato è sicuramente apprezzabile il modo in cui Rob cerca di avvinarsi a lei, conquistandola giorno dopo giorno, in modo da indurla a vincere le sue paure, affrontandole e non evitandole, e la presenza di diversi assassini, con delitti misteriosi che sembrano ruotare intorno alla giovane coppia crei un certo movimento dinamico, resta una sorta di distacco nel presentare tutta la parte drammatica, che non riesce a convincermi pienamente. Non so se dipenda dallo stile dell Rowell, autrice che non conosco per niente, o da un intrigo politico-sociale che ho fatto fatica a seguire, ma alla fine sicuramente è la debolezza principale del romanzo.


Per il resto sicuramente la storia suscita una certa curiosità e l'innamoramento è la parte più apprezzabile, con un protagonista sincero e toccante, L'eroina l'ho trovato meno coinvolgente e data la drammaticità della sua storia, il fatto è alquanto insolito. Sicuramente dal mio umilissimo punto di vista una trama (per quante imperfezioni possa presentare) merita sicuramente un certo rispetto.

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