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lunedì 31 ottobre 2016

Le cover di OTTOBRE 2016


Dal mese di settembre Leggo Rosa ha inaugurato sul gruppo facebook un nuovo gioco per le amiche. 


Si tratta di scegliere, tra quelle postate, le copertine più belle del mese. 


L'iniziativa ha riscosso un discreto successo e la partecipazione è stata lusinghiera. Già dalle prime settimane, comunque, è stato chiaro che a giocarsela erano quelle che sono arrivate in finale, inseguite dalla copertina della Rizzoli, scelta per il libro di Emily Pigozzi, Danza per me.


Tra le tante, quattro sono quelle che sono riuscite a salire sul podio.
Sì, avete letto bene, quattro e non tre, perchè il primo posto vede un parimerito, tra il romanzo di Linda Kent, Biancospino e quello di Virginia Dellamore, Non posso esistere senza di te.
Ma di cosa parlano questi due romanzi? Iniziamo dal primo.
Disponibile in digitale e in cartaceo, è ambientato in uno dei periodi più romantici e affascinanti della Storia Inglese.


Ralph Vernon è il cugino e luogotenente del nuovo lord del castello di Evershine, che ha riportato una grave ferita in battaglia. L’unica persona in grado di curarlo, è Fleur, una giovane guaritrice dagli occhi d’oro e dal carattere pungente come i rami del biancospino, dalla quale Ralph è inesorabilmente attratto. Lei ha motivi profondi e inconfessabili per voler fuggire da Evershine, ma non sa opporsi alla propria vocazione e alle insistenze di quel gigante presuntuoso, arrogante e… magnifico. Conquistare Fleur è un’impresa più ardua delle tante battaglie che Ralph ha combattuto per York durante la Guerra delle due Rose e se la passione è un’arma più affilata della spada, altrettanto mortali si rivelano la gelosia, l’odio e la sete di potere che contrastano la felicità di due cuori innamorati.
A parimerito con Biancospino della Kent abbiamo Non posso esistere senza di te, la cui copertina è stata postata da un'altra autrice Jo V. Fleming, a cui va un riconoscimento speciale, per il buongusto!


Copertina scenografica e di grande effetto per un romanzo, dispobibile al momento solo in formato digitale su Amazon, ambientato nell'Inghilterra del 1814. 

È una gelida notte di novembre, nel Northumberland, quando Ophelia Northon, sedici anni, lunghi capelli rossi, un’aria da folletto e un’anima romantica, sgattaiola fuori dalla sua camera in segreto. Il batticuore del primo amore la accompagna mentre raggiunge Joshua, il ragazzo dei suoi sogni, in procinto di partire per un paese lontano. Intende fargli un giuramento, assicurargli che lo aspetterà fino al suo ritorno, e donargli se stessa come pegno della propria promessa.
Purtroppo non arriva a destinazione: lungo la strada, un incidente imprevisto infrange ogni suo sogno, trasformando le speranze in chimere. Per giunta, il responsabile della sciagura che si abbatte sulla sua vita è qualcuno che lei già detesta: Lord Philip Percy, nipote ed erede del conte di Alnwick, un ragazzo arrogante, superbo e scontroso.
A distanza di otto anni da quella tragica notte, Ophelia è una giovane donna disillusa che vive isolata in un remoto villaggio scozzese. Non ha mai smesso di pensare a ciò che è accaduto, immaginando la vita desiderata insieme a Joshua e detestando Philip con tutta l’anima.
Ma cosa accade se il destino decide di rimescolare le carte?
Inaspettatamente, in forza di una strana disposizione testamentaria, Ophelia deve tornare in Inghilterra. Ad Alnwick si ritrova ad affrontare i fantasmi del passato: incontra di nuovo Joshua, appena rientrato dall’America, e Philip, ormai diventato conte, sempre più sprezzante e perfino più detestabile di quando era ragazzo. Riuscirà, Ophelia, a colmare il tempo perduto, recuperando i propri sogni, nonostante le profonde ferite impresse nella sua anima e nel suo corpo?
E se, nel frattempo, i sogni fossero cambiati? Se l’amore, quello vero, avesse altri progetti per il cuore?
Un romanzo sul valore delle prime impressioni, sul senso di colpa, il perdono e il riscatto. La storia di una passione fortissima e di un sentimento assoluto che travalica il tempo e l’apparenza.
Il secondo posto sul podio spetta al romanzo di Alexandra J. Forrest, Sfida al destino.


Disponibile in formato digitale su Amazon, si muove tra l'Europa e gli Stati Uniti nel  XX secolo.
Tatiana Romanov, nipote dello zar Nicola, è in fuga dalla Russia in rivolta assieme alla cameriera e alla dama di compagnia. A Dover sale a bordo del lussuoso transatlantico Atlantic Princess, diretto in America, per dare una svolta alla propria esistenza e dimenticare il passato.
La vita di bordo scorre tra feste e intrattenimenti, ma la navigazione è più avventurosa del previsto e un’inattesa minaccia mette in pericolo il transatlantico e l’incolumità dei passeggeri. Ancora una volta il destino crudele si accanisce contro Tatiana, che tuttavia trova la forza e il coraggio di sfidare le avversità e uscire vittoriosa dalle innumerevoli prove che incontra sul proprio cammino, fino a ritrovare, dall’altra parte dell’Oceano, l’amore che credeva perduto…

 L'argento se lo aggiudica Miriam Formenti con la sua Leonessa di Marzo.


Disponibile in formato digitale su Amazon, ha fatto  ha fatto parte dell’antologia celebrativa ‘Amori sull’ali dorate’, pubblicata nel 2011 nella collana Classic di I Romanzi Mondadori in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

1849
Due sorelle, diversissime fra loro, nel mezzo di una rivolta in una città assediata.

Tutto quello che desidera Maddalena, donna di buona famiglia dalle idee conservatrici, è vivere serena, dimenticando i rimorsi nei confronti del defunto marito e il rimpianto per un grande amore perduto. Inseguirà ancora la tranquillità quando questo amore tornerà nella sua vita?
“ Chiuse gli occhi, sentendo che si stava calmando. Quanto lo aveva amato… Le era bastato incontrare il suo sguardo per comprendere che, se era vero che ogni essere umano era la metà di un altro, loro due si completavano. Non era una donna disonesta. Non aveva mai tradito suo marito prima di incontrare Gabriele. Mai. Si era creduta persino una donna frigida, e soltanto quando lui l’aveva tenuta fra le braccia aveva scoperto di essere, al contrario, una creatura passionale. “

E la caparbia Serenella, con il grande sogno di vedere l’Italia libera dal giogo straniero, riuscirà a continuare a fingere di non desiderare il capitano Hartmann, l’austriaco che vorrebbe detestare?
“ Suo malgrado le tornò in mente l’austriaco, e per uno strano, inquietante momento le parve di sentire ancora la stretta di quella mano guantata intorno al braccio. Indispettita, ripensò al suo sguardo impertinente e al suo sorriso canzonatorio. Il sorriso del diavolo".
Che altro? Non perdetevi la gara di Novembre. Postate le vostre cover preferite e invitate a votarla. 
E per le amanti del vintage, ci sarà anche una gara di cover storiche. Non vi resta che partecipare!

L'INSEGNANTE DI PIANO di Stella Cameron



A dire la verità non so se questo libro mi sia piaciuto oppure no, e di solito è un sentimento che non mi è proprio, in quanto o amo alla follia o ho idee ben chiare su perché non mi abbia convinto. Sicuramente è un romanzo che cerca di uscire dallo schema abituale e comodo a cui ci siamo abituate per offrire un pizzico di novità e questo sicuramente va premiato, ma i miei dubbi sui romanzi storici, che stanno crescendo sempre di più in questo periodo, rimangono. Perché scrivere uno storico se lo si allontana completamente da quello che è il contesto storico, sociale, culturale? Il risultato è un mero esercizio di scrittura dove ci teniamo i merletti e le crinoline, dimenticandosi di tutto il resto.


La storia inizia con un prologo sorprendente. La voce narrante infatti sembra essere quella di un fantasma, passato a miglior vita da un po', e che è infastidito dal fatto che il suo antico palazzo, il numero 7 di Mayfair, è ormai invaso da giovani rampanti alle prese con i loro problemi esistenziali. Lui vorrebbe cacciarli tutti e far rimanere solo Lady Hester, la proprietaria, che dopo un infelice matrimonio ha aperto le sue porte al nipote, Hunter Lloyd, rampante avvocato di successo, e ad un gruppetto di uomini e donne.


Sybil Smiles è un'insegnante di pianoforte; una ragazza timida e discreta che però da qualche tempo organizza nel suo salotto degli strani incontri con altre ragazze nubili. Tutte loro sono interessate a scoprire i meccanismi fisici che portano alla procreazione e hanno tra i loro obiettivi quello di avere un bambino senza sposarsi. Onestamente qui ho faticato molto a digerire un simile assurdo progetto in una società dove mettere al mondo un "bastardo senza padre" (scusate la crudezza, ma è come venivano valutati) significava condannarlo ad un destino da emarginato ed infelice, senza poi considerare l'impossibilità materiale di una donna di sostenerlo.


Sybil però non sembra preoccupata neanche di compromettere la propria reputazione, convinta di potersi inventare una scusa da far digerire la comparsa improvvisa di un bambino. Il candidato ideale sembra essere proprio Hunter Lloyd, di cui è segretamente innamorata da tempo. Hunter rimane letteralmente scandalizzato difronte alla proposta della ragazza, e poi offeso dall'idea che lei lo voglia solo come strumento per generare un figlio e non come marito.


Nel frattempo però l'uomo è coinvolto in un importante caso giudiziario che potrebbe valergli la nomina a cavaliera da parte del Re. Inquietanti personaggi gli ruotano intorno, minacciando anche la sicurezza della povera Sybil, mentre il nostro narratore cerca disperatamente di favorire le nozze tra i due nella speranza che una volta maritati, i due se ne vadano dal palazzo, trascinandosi dietro tutti gli altri amici chiassosi.


La verità è che, a parte alcune assurdità narrative che ho faticato a digerire, il rapporto tra Sybil e Hunter funziona magicamente e le parti migliori della storia sono proprio quelle in cui i due interagiscono, si confrontano, si conoscono, in un crescendo che poi porterà alla famosa notte in cui la passione da sempre covata l'uno per l'altra emergerà portandoli anche a dichiarare i loro sentimenti.

Per quanto riguarda il caso, l'ho trovato troppo ingarbugliato da seguire, poco lineare nella costruzione del giallo, decisamente non uno dei punti forti del racconto. Gli altri personaggi, pur interessanti se presi singolarmente, alla fine creavano solo caos intorno alla storia principale, con il loro entrare ed uscire dalla scena, come una commedia degli errori, tanto che alla fine concordavo con Spivey, lo spettro, e mi chiedevo insistente quando se ne sarebbero andati tutti.


Romanzo sicuramente curioso.

domenica 30 ottobre 2016

MADAME ZOE di Gail Ranstrom


MADAME ZOE è il secondo volume della saga LA COMPAGNIA DEL MERCOLEDI' di Gail Ranstom che come al solito ho scoperto nel "mezzo del cammin", ovvero mentre lo leggevo. Recuperato dalla libreria di una mia amica, non mi sono resa conto che si trattava di una serie già avvita e quando ho aperto la prima pagina sono precipitata come al solito nel pieno dell'azione.


Il romanzo inizia con un delitto: la famosa Madame Zoe, indovina, è stata trovata morta nell'appartamento dove incontrava le sue clienti. Intorno a lei una folla confusa di personaggi, che pian piano acquistano una loro dimensione, profilandosi più nitide agli occhi del lettore sventurato che si è tuffato nella storia senza nessuna preparazione. Tra le donne aristocratiche che discutono su che cosa fare, spicca Afton Lovejoy, la nipote della vittima.


La giovane chiede un po' di tempo prima di denunciare l'accaduto alla polizia per poter fingere di essere lei la famosa Madame Zoe e scoprire chi è l'assassino. Tutte accettano, ma in questo modo Afton finisce per cacciarsi in guai seri, soprattutto perché tra i nemici della zia Henrietta si trova anche il turbolento Rob McHugh.


Rob è da poco tornato in Inghilterra, dopo essere stato prigioniero ad Algeri, dove era andato nel vano tentativo di ritrovare sua moglie e suo figlio. Questi, morti in un naufragio, si erano imbarcati per fuggire da lui, su suggerimento di una profezia fatta proprio da Madame Zoe. Convinto che la donna sia una ciarlatana che ha distrutto la sua famiglia, Rob cerca di affrontarla e di smascherarla agli occhi della buona società che invece ne subisce il fascino.


Se celata dagli spessi veli neri, Afton si trasforma in Madame Zoe, è come dama di compagnia di Lady Forsbush che conquista il conte di Glenross, che cerca di scoprire il mistero che la ragazza sembra occultare.


Il romanzo presenta sicuramente dei punti deboli nel suo intreccio, a mio parere, come quello di un protagonista, che ci viene presentato come un uomo carismatico, che ha affrontato con determinazione gli orrori della prigione, ma che finisce per attribuire ad un'altra persona, ovvero Madame Zoe, le colpe di scelte fatte da altri, o quando cerca di stare lontano da Afton, convinto da una moglie che non l'ha mai amato, di essere un uomo troppo incline agli istinti animali per poter non corrompere una ragazza come Miss Lovejoy.


A parte piccole incertezze, resta comunque un romanzo dove l'autrice dimostra una notevole abilità nel saper utilizzare la suspense, basti pensare al modo in cui gioca con l'identità della famosa Madame Zoe, portando il protagonista piano piano alla scoperta nell'emozionante confronto nell'appartamento del delitto.


Anche l'elemento giallo è ben mescolato e camuffato con il rosa, creando situazioni che non pesano né tolgono qualcosa al lato romantico della storia. Dopo aver letto questo episodio, resta anche una vaga curiosità per gli altri possibili volumi, anche se il solito alone di irrealtà, ci porta a chiederci come mai un gruppo di donna decida di scoprire da sola un possibile assassino, invece di affidarsi alle competenze di chi sicuramente ne sapeva molto più di loro. Nel complesso comunque resta una lettura decisamente piacevole che merita di essere fatta.

IL RIBELLE di J.R.Ward


La Ward ormai è una costante nella mia vita da lettrice, da quando sono diventata un membro de LA CONFRATERNITA DEL PUGNALE NERO, saga paranormal con la quale la Ward si è conquistata uno spazio tutto suo nelle vette delle classifiche mondiali. Prima di scoprire questo genere, però, scriveva romanzi rosa contemporanei abbastanza classici, firmandosi Jessica Bird. Ora che il suo nome è un Must per le appassionate, le case editrici stanno ripubblicando i suoi vecchi romanzi e un annetto fa in edicola ho trovato IL RIBELLE, volume del 2005, e non ho potuto evitare di comprarlo.


Non avevo ancora avuto occasione di leggerlo ed era rimasto nascosto in uno scaffale. Ripescandolo è stato un piacere tuffarmi nella sua prosa e ritrovare (anche se agli albori) tutti quegli elementi che sempre mi colpiscono nei suoi romanzi, perché la verità è che la Ward riesce a penetrare oltre la scorza dei personaggi e ad offrirci delle figure a tutto tondo, piene di sentimenti che affiorano in superficie regalandoci una coerenza narrativa che spesso non trovo nelle scrittrici di romanzi "normal".


La storia raccontata ne IL RIBELLE ha una trama piuttosto semplice, ovvero ci racconta del viaggio di un personaggio come Nate Walker, figlio diseredato di una potentissima famiglia, che contro tutto e tutti decide di seguire una strada non tracciata, ovvero quella della cucina, per diventare un cuoco di fama internazionale. Il suo sogno è quello di aprire un ristorante di lusso nella scintillante New York e quando crede ormai di essere quasi arrivato a destinazione (deve firmare un contratto a fine estate con il suo socio per l'acquisto di un locale) la sua macchina si ferma per un guasto al White Caps Bed & Breakfast, diretto da Frankie Moorehouse, una donna che molto lontana da tutto quello a cui Nate è abituato.


Frankie dirige da sola la proprietà di famiglia, tramandata da generazioni. Dopo la morte dei suoi genitori, in un incidente sul lago, si è assunta il ruolo di capo famiglia, badando alla nonna malata, alla sorellina, al fratello sempre in viaggio per mare. Tutti contano su Frankie e lei ha imparato che può contare solo su se stessa per risolvere i suoi problemi.

Quando Nate bussa alla sua porta, ha appena perso il cuoco e sommersa dai debiti e bisognosa di poter incassare con il ristorante del Bed & Breakfast, accetta questo sconosciuto a cui guarda con diffidenza, per via della forte attrazione che subito nota tra di loro. E la Ward è bravissima a trasmettere letteralmente le scintille che esplodono quando i sue si incontrano, si sfiorano o semplicemente ruotano nella stessa orbita, anche se sono una coppia apparentemente molto improbabile.

Nate però è deciso a sfondare la barriera che lei ha eretto a protezione di se stessa, deciso ad insegnarle a lasciarsi andare e ad imparare che affidarsi a qualcuno non significa necessariamente essere deboli. Anche Nate però imparerà a ridisegnare la sua vita e capirà che spesso i sogni possono cambiare e ridefinirsi, senza per questo essere meno brillanti e luminosi di quando si è iniziato a sognare.

Romanzo dalla trama semplice, ma ben strutturato, con una prosa abile ed una notevole capacità di entrare nel cuore dei personaggi, rispecchiando la loro anima e la loro vita nel modo più sicuro e solido. Una Ward che già rivela quel talento che l'avrebbe portata lontano.

LA SPIA SUDISTA DI Nan Ryan


Quanto conta la trama in un romanzo rosa? Era quello che mi chiedevo durante la lettura di LA SPIA SUDISTA di Nan Ryan, capitato letteralmente per caso tra le mie mani. Non avevo letto nulla di quest'autrice, ma sono in una fase di sperimentazione e ho ben accettato una penna nuova che potesse raccontarmi dell'amore in maniera diversa. Anche le ambientazioni americane non sono tra le più diffuse, ma per una che ha amato VIA COL VENTO con passione, ha letto il romanzo in diverse occasioni e ha dimenticato ormai le volte in cui ha rivisto il film, la guerra di secessione era un contesto alquanto familiare.


Eppure mentre leggevo il romanzo mille quesiti si formulavano nella mia mente, inducendomi a chiedere perché, malgrado l'intreccio appassionante, due protagonisti pieni di carattere e attratti da una passione notevole, qualcosa dentro di me non si lasciava conquistare pienamente. Sono tra le lettrici che credono che un buon intreccio sia la spina dorsale di qualsiasi racconto ed onestamente le vicende di Suzanna LaGrande, reginetta di bellezza, in una Washington divisa tra pro-unionisti e confederati, aveva tutti gli elementi del grande affresco storico. Eppure la scintilla non è scoccata.


Il racconto inizia con un prologo che subito ci catapulta nel vivo dell'azione, con una coppia di amanti che nel pieno del conflitto riesce a ritagliarsi un momento da dedicare alla passione. L'ammiraglio Mitchell B. Longley è un soldato coraggioso, dedito alla sua nazione, che però è rimasto catturato dalla bellezza di Suzanna. Mentre lui sembra averle donato il cuore, lei lo tradisce, sottraendogli importanti documenti che potrebbero compromettere la sua vita.


Con un abile salto indietro, scopriamo la vita di Suzanna e tutto quello che le è successo, portandola a trasformarsi in una spia al servizio della Confederazione e degli ideali del Sud. La vita sonnolenta, felice, prima della guerra è un breve miraggio in cui la vediamo sorella e figlia amata e viziata, poi innamorata e felice, mentre organizza le sue nozze ed la sua luna di miele in Europa. È solo però un sogno che la Guerra trasformerà in un incubo, facendole perdere tutto.


Rimasta sola al mondo, Suzanna decide di vendicarsi e di operare come spia per conto dei sudisti, utilizzando la sua avvenenza, promettendo senza dare, fino a quando non incontrerà l'ammiraglio Longley per il quale proverò sentimenti nuovi, che però non riusciranno ad imporsi sulla promessa fatta a se stessa.


La vendetta di Suzanna, il dolore di Mitchell, la guerra, la sua caduta in disgrazia e la sua risalita vengono raccontanti in un concentrato di poco più di trecento pagine, che lasciando dei vuoti incolmabili di analisi, di comprensione che ci inducono a chiederci se quelli che abbiamo di fronte siano solo uno schizzo dei personaggi, e quello che stiamo leggendo un riassunto di quello che sarebbe stato un romanzo appassionante.


Suzanna è vista attraverso l'esterno. Non capiamo perché la vendetta conti più dell'amore, se quello che prova per Mitchell sia solo una forte attrazione fisica, o un sentimento sincero ed onesto, così come l'infatuazione per il suo fidanzato ci appare quasi come una sinopsi letta sul retro del libro.

Il modo in cui viene descritta la battaglia in cui Mitchell viene ferito appare quasi imbarazzante per la sua semplicità, scaturita da una poca padronanza del contesto storico e della violenza della guerra, così come in modo ingenuo viene liquidata la sua partecipazione come spia nel complotto contro i soldati dell'unione.


Com'è possibile che venga riaccettata senza remore nella stessa società dove molto probabilmente ci sono donne rimaste vedove per colpa sua, uomini feriti, bambini rimasti senza padre? L'autrice ci lascia intendere che il fascino di Suzanna riesce a sedurre tutti e far dimenticare il suo ruolo nella guerra, ma onestamente è difficile che un lasso di tempo così breve possa far dimenticare o rimarginare le ferite che lascia una guerra.


Peccato davvero, perché c'erano tutte le potenzialità per un racconto avvincente, capace di conquistare i lettori che adorano questo genere di romanzi. Alla fine la presenza dell'avventura, dell'amore, il dinamismo del racconto sono sicuramente ingredienti da non sottovalutare, eppure l'abilità narrativa, alla fine, è quella che conta. Saper raccontare è il dono di poche penne e devo dire che quando un'ottima trama si incontra con un'eccellente capacità narrativa, allora siamo difronte ad un momento felice.

martedì 25 ottobre 2016

Danza per me di Emily Pigozzi

L'elemento che mi ha colpito questa volta è stata la copertina. Bellissima! Una ballerina sulle punte, con un tutù rosso e sotto la scritta "Danza per me", con un chiaro riferimento ad un'altro tipo di ballo.



Devo però ammettere che seguo Emily da un po' e mi piace, non solo il suo modo di presentarsi, sempre discreto e gentile, ma per i temi che tratta. Devo, infatti, recuperare anche  Aspettami davanti al mare.



E la dolcezza che traspare dalle cose che scrive e dai temi che affronta, si ritrova in questo romanzo, che è a tutti gli effetti un erotico con il cuore.




Bianca ha diciotto anni e non ha mai conosciuto l'amore di un uomo e tantomento il sesso. La sua vita ha sempre ruotato intorno alla danza ed è un'esistenza fatta di sudore, fatica, amore e delusione, fino a quando  su un treno diretto a Roma conosce Max.


Di lui non sa nulla, a parte il nome, ma è il momento giusto e quando Max le propone di trascorrere dei giorni senza futuro, conoscendo le gioie dell'amore fisico, lei accetta, senza un motivo apparente, sapendo che è un rischio, ma è stanca di quella freddezza che avverte nel cuore e che traspare nella sua danza, così si lascia guidare in questa nuova esperienza che regala al suo corpo una passione e una sensualità, di cui non era a conoscenza.


Il prezzo, però, è molto alto da pagare, perchè quando Max attraversa quella porta, lasciandola sola,  il suo cuore comincia a sanguinare e arrestare quell'emoragia non è certo facile.


Bianca ci prova, pensando che forse è solo il sesso a mancarle, ma non c'è uomo che possa sostituire Max e così quando lo scorge dal palcoscenico, tra i presenti in sala, non può credere ai suoi occhi. Si precipita tra le sue braccia e ritrova quella passione che la divora e che riesce a vivere e appagarsi solo con lui.


Questi incontri furtivi, tuttavia, anche se si ripetono, nonostante la promessa che si erano fatti, la lasciano vuota, in una costante crisi di astinenza da Max.
Di lui continua a sapere poco e questo le pesa sempre più, anche se non riesce a porre fine a questi incontri clandestini, perchè è tutto quello che ha di lui. Il sesso diventa uno strumento per legarlo a sè, ma nel suo cuore lei sa che c'è molto di più.
Un giorno però le giunge un messaggio insperato. Max si è procurato il suo numero e vuole parlarle. Cosa le rivelerà? Bianca lo ignora, ma non può tirarsi indietro, perchè oramai lei danza solo per lui. Cosa aggiungere? E' una lettura piacevole che scorre via veloce, lasciandoti una sensazione di grande dolcezza. Da leggere!

domenica 23 ottobre 2016

Le parole del nostro destino di Beatriz Williams

 Mi sono innamorata di questo libro, attraverso il suo booktrailer.



Dopo averlo visto scorrere davanti ai miei occhi non avevo più dubbi, dovevo leggerlo e in cartaceo, per poterlo assaporare meglio.


Sì,la carta ha un odore e una consistenza che ti aiutano a credere che quello che vive nella tua mente, grazie allo spunto di una penna brillante, non è solo frutto della tua immaginazione.
E così, quando il corriere mi ha portato Le parole del nostro destino, emozionata e felice mi sono immersa nella lettura.


Ammetto che la paura di restare delusa era forte, ma giunta all'ultima pagina, sospirando, posso dirvi, che dovete leggerlo, se aspettate l'amore eterno, perché Julian Ashford vi dimostrerà non solo che esiste al di là del tempo, ma per lui si può sacrificare qualsiasi cosa.




E per un uomo come Julian si è veramente disposti a posporre ogni priorità. Non ne nascono più di persone come lui e Kate lo comprende dal primo sguardo e non crede alle proprie orecchie, quando le chiede se possono vedersi, fuori dall'ambiente lavorativo, dove si conoscono. Rifiutare? Fosse pazza! Julian Laurens è non solo ricco, ma anche bellissimo e soprattutto attento e protettivo, forse troppo, come solo gli uomini a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento sapevano essere.


E a dire il vero, frequentandolo Kate si accorge che lui ha un'anima antica e non è uno di quei vampiri buoni, che la letteratura degli ultimi decenni ci ha insegnato a conoscere. E' un uomo in carne ed ossa, solo che viene dal passato. Ad essere più precisi dal 1916, quando, durante una missione è saltato su una mina e si è ritrovato nel secolo successivo, nel 2000.



Come sia stato possibile? Kate lo scoprirà a sua spese, quando penserà di averlo perso per sempre. E pensare che lo considerava un nevrotico, apprensivo, che la privava della sua libertà. E invece aveva ragione! Ma andiamo per gradi, Le parole del nostro destino, si muove tra due epoche, come vi accennavo, tra il 1916 e la contemporaneità, mostrando come nel tempo circolare, ci sono sentimenti che non hanno inizio e fine e che nell'esistenza si è destinati ad incontrarsi.


Un sentimento senza tempo, che detta i battiti del cuore e alimenta il senso della vita.
Se i temi sono quelli classici, lui bellissimo e ricco fino alla noia e lei carina, con un lavoro decente, ma non all'altezza del suo, il modo in cui gli elementi vengono mescolati, lo rendono decisamente gradevole e sotto certi aspetti molto originale.


In giro ho letto giudizi positivi alternarsi a quelli negativi. In effetti, nonostante alle fine ti lasci una sensazione di calore, a tratti suona un po' troppo sdolcinato, per l'eccesso di amore, tra due che all'apparenza non si conoscono neppure, ma la storia ti fa superare ogni cosa e ci sono gesti, che ti entrano dentro, portandoti a pensare, "perché a me non è mai capitato?".


Un'altra critica mossa al romanzo è che a tratti diventa noiso. Anche questo è vero. Il ritmo rallenta ed il lettore può avvertire un senso di stanchezza, che invito a superare, per riprendere il ritmo e scoprire che tutto ha un senso.


Alla fine di questa recensione, dunque, che dirvi? Se amate il genere fantasy, ma non disdegnate la mescolanza con il reale, non perdetevelo! Se invece all'inverso, detestate tutto ciò che non è reale, non preoccupatevi, è tutto presentato in modo ragionevole e i tocchi fantastici sono ben ritagliati.
Insomma, buttatevi in questa lettura tutta cuore e fatemi sapere cosa ne pensate! Mi raccomando! Ci tengo! Io l'ho amato!



Qualche chicca!

Julian Laurence – bello, brillante, mozzafiato –
minacciava di fagocitarmi. Mi avrebbe divorato il cuore e poi
si sarebbe dileguato, portandoselo per sempre via con sé.
Ed io non avrei avuto la forza di impedirglielo.  


A tempo debito, amore, saprai ogni cosa. Fino ad allora,
il mio unico compito è proteggerti.” “Paranoico.”
“Temo di si. E questo, riuscirai a sopportarlo?”
“Devo, visto che non posso fare a meno di te.”


L’esultanza insostenibile della nostra unione,
la sensazione di essere intera per la prima volta in vita mia,
finalmente completa.