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sabato 23 settembre 2017

LA BESTIA di J.R. Ward



Aspettavo questo romanzo, il quattordicesimo volume della ben nota saga LA CONFRATERNITA DEL PUGNALE NERO, con molto interesse, in quanto Rhage, il fratello bellissimo e stranamente comico, aveva conquistato il mio cuore ormai dal lontanissimo QUASI TENEBRA. Dopo il ritorno su Wrath, con il volume IL RE E' TORNATO, e averci presentato il dopo "E vissero felici e contenti" di V. e Jane, in qualche modo era inevitabile riproporre sulla scena principale uno dei Fratelli più amati, ovvero Hollywood.


Rhage e Mary erano stati in qualche modo benedetti dalla Vergine Scriba, grazie all'immortalità di Mary, sottratta alle grinfie della morte e della malattia. Non era stato un patto senza conseguenze in quanto Rhage aveva dovuto rendere eterna la sua maledizione, quella del terribile drago che si risveglia dentro di lui nei momenti meno opportuni. Alla fine però si era giunti ad una sorta di piacevole compromesso, in quanto la Bestia che dorme dentro di lui è pericolosissima per gli altri, ma assolutamente innocua nei confronti di Mary. Eppure i problemi esistono anche dopo il lieto fine.


Quando il romanzo inizia, vediamo tutti i fratelli rintanati in una scuola fantasma utilizzata dai lessers per addestrare le nuove reclute. È in corso uno dei soliti scontri ai quali siamo abituati, prima però che Vishous guardi con il suo sguardo bianco il nostro eroe, annunciandogli che quella morte morirà. Da quel momento la storia entra subito nel vivo ed il lettore attende palpitante l'esito della battaglia, chiedendosi se è davvero giunto il momento per il nostro guerriero di entrare nel Fado, per poi essere raggiungo dalla sua metà.


Le cose però sono in qualche modo cambiate. Uno strano vuoto si è creato tra i due innamorati e il distanziamento è qualcosa che ha creato una lacerazione. Ovviamente quando giunge la notizia che Rhage ha bisogno di lei, Mary è pronta a lasciare tutto, anche la piccola Bitty, un'orfana arrivata al Porto Sicuro insieme alla madre, dopo abusi e violenze familiari. Ora Bitty ha perso anche la donna che l'ha messa al mondo e aspetta disperatamente il ritorno di uno zio che sembra più frutto della sua fantasia che una creatura reale.


Ma Rhage sta morendo e Mary corre al suo fianco per salvarlo. Grazie al suo intervento e alla collaborazione de La Bestia che dorme dentro di lui, Rhage viene riportato sulla terra, accolto tra la gioia e l'esultanza generale, in quanto nessuno è disposto a lasciarlo andare. Questo è solo il primo di tantissimi momenti emozionanti, in quanto Mary e Rhage finiscono per affrontare il problema fondamentale che ha creato il divario tra di loro, ovvero il desiderio di Rhage di essere padre.


Il loro è un cammino di scoperta, di amore e costruzione, che li porterà a trovare chi ha bisogno di loro e che non sarà necessariamente qualcuno partorito e generato da loro, ma comunque assolutamente un figlio. La loro resta una storia tenera e generosa, come è tipico di entrambi i personaggi, che ricordano anche la nascita del loro amore offrendo a tutti i fans un tuffo nostalgico nel passato.


Come sempre, comunque, il romanzo della Ward non si esaurisce solo nella coppia principale, ma offre una folla di personaggi che già abbiamo incontrato, o creature nuove, come Markcus, lo schiavo di sangue recuperato da Assail nella casa di Naasha, e che lui recupera in un momento emozionante dove l'aristocratico vampiro si rende conto che il vero schiavo e lui e salvare quello sconosciuto diventa una forma disperata di riscatto di se stesso dalla sua vera padrona, ovvero la cocaina.


Assail resta un personaggio pieno di sfaccettature che un po' ricorda Rhevange, e il suo amore perduto, Marisol, diventa una speranza lasciata andare che concentra tutto il bello che mai crede riuscirà a recuperare nella sua vita. La scena dell'incendio e della sua telefonata sublima questo racconto d'amore che merita onestamente uno spazio tutto suo.


Per sua fortuna, sul suo cammino, ci sono i Fratelli che lo recuperano, con Manello che gli offre assistenza per uscire dal tunnel della dipendenza, e Zhadist che lo aiuta a vendicarsi e a salvarsi anche da se stesso. 


Viviamo anche un altro momento significativo con Layla, Qhuinn e Blay, con la nascita sofferta e lunghissima dei due gemelli, Lyric (in onore della madre di Blay che diventa a tutti gli effetti uno dei padri) e Rhampage, così chiamato da Wrath in onore del padre Qhuinn.


Se Layla, con la sua ossessione per il nemico Xcor, ancora continua a non prendermi molto, la presenza di Qhuinn e Blay (tra i miei preferiti) mi ha permesso di godermi ogni momento in cui i personaggi compaiono sulla scena, come quello del parto drammatico.


Folla di personaggi, dove spiccano ancora Vishous e Jane, dove si affacciano nuovi interessanti personaggi (come la pseudo umano Jo con le sue inquietanti origini), che permette alla nostra Ward di progettare ancora decine di volumi per questa saga che non perde mai mordente. Capitolo assolutamente da leggere per tutti gli appassionati.


FRASI TRATTE DAL ROMANZO

Mary era l’orologio che lui portava al polso, il roast beef quando moriva di fame e la caraffa di limonata quando aveva sete. Era la sua cappella e il suo coro, la catena montuosa pronta a soddisfare la sua voglia di viaggiare, la biblioteca capace di appagare la sua curiosità e ogni alba o tramonto passato e futuro.

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Il tempo a nostra disposizione è sempre troppo breve: per quanto ne abbiamo condiviso con qualcuno a cui vogliamo bene, quando arriva la fine, non è mai abbastanza.

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Ma era così che funzionava: essendo incinta, lei era la cosa più preziosa sulla faccia della Terra, non solo per il padre dei suoi figli, ma per ogni singolo membro della confraternita.

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«Mary, quando mi hanno ferito su quel campo e stavo morendo, aspettavo che tu venissi da me. Era l’unica cosa a cui mi tenevo aggrappato. Quando vuoi bene a qualcuno e stai per andartene, aspetti che quella persona arrivi.

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«Non hai nulla di cui preoccuparti. Né ora né mai – almeno per quanto riguarda me. Ti amo… fino all’eternità e ritorno, e finché sarà così, tutto il resto non conta.»

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«Lui dice che le ragazze possono fare qualunque cosa» Bitty guardò Rhage. «Dice che le ragazze sono… forti.» «Già.» Rhage annuì. «Ecco perché le auto più veloci e più belle…» «… sono sempre ragazze» concluse Bitty al posto suo.

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Dopotutto l’odio, come l’amore, comincia a casa propria (Assail)

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Solo perché le donne possono essere madri non vuol dire che devono diventarlo per forza. (Jane)

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«Senti, non per essere sbrigativo, ma pensaci: ho un rapporto terrificante con mia madre e ho avuto un sadico per padre. Il binomio madre-padre per me ha sempre avuto delle connotazioni negative. E poi sono affettuoso più o meno come un fucile a canne mozze (Vishous a Rhage parlando del suo bisogno di paternità)

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Proprio tipico di V, cavolo: quel figlio di puttana era capace di grande gentilezza ed empatia, ma sempre a una certa distanza, quasi temesse di farsi prendere troppo dall’emozione. Però era sempre disponibile con le persone che gli stavano a cuore. Sempre.

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Mi ritrovo in una curiosa prigione. Una prigione che è tutta opera mia, per così dire. Il guaio è che nel costruirla non mi sono assolutamente reso conto delle sbarre che stavo alzando tutto intorno a me. Sbarre che si sono dimostrate piuttosto… resistenti, diciamo (Assail)

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Il mondo era un po’ così, in fondo, vasto e vuoto, a parte le persone a cui volevi bene; una versione più calda di spazio pieno di cianfrusaglie dentro cui piombavi per caso. Le fondamenta erano la tua famiglia, i tuoi amici, la tua tribù di simili.

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Sapeva con esattezza perché le aveva chiesto di ballare. Le stava rammentando che il futuro è ignoto e inconoscibile. Perciò se ti capitava l’occasione… anche senza musica né abito da sera, senza smoking né serata di gala… quando l’amore della tua vita ti chiedeva di ballare? Era importante dire di sì

***

Poteva pure essere un sociopatico ex trafficante di droga, degenerato e opportunista, ma quando si muore è opportuno farlo con un certo stile, dopotutto. Dhunhd o Fado?, si chiese. Dhunhd, probabilmente (Assail)

***

Ho capito che la mia Mary era la compagna della mia vita dal primo momento che l’ho vista e con la stessa chiarezza ho capito, l’altra sera, che Bitty è la mia piccolina. Se mi darai la possibilità di farle da padre.

mercoledì 20 settembre 2017

Prendiamo un caffè con Marianna Vidal

Abbiamo inaugurato la rubrica interviste con una penna molto nota ed amata, Cassandra Rocca, con la quale abbiamo salutato il Natale e a quasi un anno di distanza torniamo con un'autrice che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare attraverso i suoi romanzi, Marianna Vidal.






1.      Raccontaci qualcosa di te

Questa domanda mi manda sempre in crisi, perché non sono affatto brava a parlare di me. Anzi, sono pessima.
Che dire? Sono nata e cresciuta a Ischia, dove vivo ancora, in una casa con giardino, da dove scorgo il mare. Senza di lui non saprei vivere. Un'altra costante nella mia vita sono gli animali domestici. Fin da bambina ho convissuto con una schiera di gatti, ma la mia passione sono i cani. Sono creature adorabili, anche se molto impegnative, che meritano amore e rispetto. 





2.      Come nasce la tua passione per la scrittura?

Scrivere mi è naturale. Una forma d'espressione che ti lascia il tempo di pensare, che ti consente di dire cose che a voce sarebbe più difficile confessare. Quanti segreti vengono rivelati per lettera o similari moderni?
La passione per la scrittura creativa invece è sempre esistita, come lettrice... Insomma, mi piace leggere e adoro la scrittura brillante, che non mi appartiene, purtroppo, e per lungo tempo me ne sono tenuta alla larga, perché a mio parere se non sai farlo al massimo non dovresti nemmeno provarci, e questo mi ha frenato a lungo, fino a quando non è stata proprio lei ad afferrarmi per le orecchie, spingendomi ad aprire la porta ad una storia che mi frullava nella testa da tempo. 



3. Come ti ha convinta?


Mi ha detto che la scrittura è esercizio continuo e dunque si migliora solo scrivendo (leggendo è sottinteso), ma se si ha una storia valida da raccontare non c'è freno che tenga, bisogna darle voce, perché solo i grandi possono scrivere l'elenco del telefono e distinguersi, gli altri devono trovare qualcosa di interessante da dire e provare a farlo nel migliore dei modi.





4.      Digitale o cartaceo?

Entrambi. Per selezionare un prodotto valido, digitale, ma una volta individuato, cartaceo. L'odore e la consistenza della carta non hanno prezzo. 




5.      Nel romance hai un genere preferito?

Mi piacciono i chick lit e gli storici. 




6.      Perché dovremmo comprare i tuoi libri?

Non dovete acquistarli se non siete romantiche, non vi piace sognare e non vorreste vivere in un mondo dove alla fine il bene prevale sul male. 



7.      Quale stagione dell'anno preferisci?

A me piace molto la primavera, quando le giornate si allungano, il tempo migliora e il mare scintilla sotto i raggi del sole. 



8.      Il tuo romanzo preferito?

Che domanda complicata! Non ne ho uno solo, ma tanti... Ogni tanto me ne innamoro di qualcuno... I classici hanno un posto speciale, ma a volte trovo qualcosa di carino anche tra quelli contemporanei.


9.      La tua autrice del cuore?

Pure questa... Austen, Gaskell, Kleypas? 



10.      Che tipo di musica ascolti?

Mi piace il pop, ma spazio dalla musica italiana a quella internazionale, con una predilizione per quella in lingua spagnola. Mi piacciono le voci particolari e potenti.



11.   Vieni via con te e Il tuo bacio tra mille, quale preferisci?

Sono due storie completamente diverse a cui sono molto legata. Vieni via con me è stato l'esordio e sono molto legata a tutti i personaggi che hanno dato vita a questa storia molto articolata, che ricrea un mondo, quello di Aaron, Giulia e Clark. Di Il tuo bacio tra mille adoro Pablo. E' un personaggio complesso, ricco di sfumature e romanticismo. Non sceglierei mai tra loro.


 12.   L'ultimo film visto al cinema

Io prima di te tratto dal libro della Moyes. 



13.   In televisione guardi...

In televisione guardo soprattutto i TG, Unomattina, ma lo preferivo con la Fialdini, poi Detto Fatto e la sera, sceneggiati soprattutto della RAI, come Il Paradiso delle Signore, ma anche La Porta Rossa, Non dirlo al mio capo e tanti altri. Come reality, Pechino Express. E poi c'è Fazio... E tanti altri... 



14.   Da dove nasce la tua passione per il mondo latino? 

La devo a mio padre, inguaribile romantico a cui dedico tutta questa esperienza. Guardavamo insieme le telenovelas, anche in replica nel fine settimana, e da allora non le ho più mollate, anche quando sono sparite dai nostri palinsesti, grazie alla televisione spagnola e poi a internet.   



15. Prima di lasciarti: cosa ami del mondo dei social e cosa detesti?

Dei social amo la possibilità di entrare in contatto con mondi a me vicini, fisicamente lontani. Mi piace la possibilità di conoscere persone con i miei stessi gusti e anche soggetti diversi da me, che trovo stimolanti, interessanti da seguire, da cui apprendere... La cosa che detesto in assoluto, invece, dei social sono le polemiche. Ci sono altri modi per affermare le proprie convinzioni, rispettando se stessi e gli altri.


Grazie Marianna per il tempo che ci hai dedicato.

A voi per lo spazio e la pazienza.

domenica 17 settembre 2017

BIG LOVE di Jay Crownover


Ieri sera ho finito di leggere il secondo volume della serie WELCOME TO THE POINT, di cui aveva già letto il primo libro BAD LOVE. Già in questa parte avevamo incontrato gli attori principali di questo secondo volume, ovvero Race Hartman e Brysen. Il primo è il fratello intelligente e pericoloso di Dovie, quello che Bax cerca disperatamente per chiarire quello che è successo la notte del suo arresto, e Brysen è l'amico e compagna di lavoro di Dovie che le offre ospitalità quando gli uomini di Novak sono sulle sue tracce.


L'astio di Brysen nei confronti di Race aveva subito attirato la mia attenzione e l'aveva subito messa in luce come possibile oggetto di attenzioni di Race, anche se quest'ultimo non presentava sicuramente gli elementi principali che possono affascinarmi. A differenza di Bax e di Dovie, infatti. Race è il classico figlio di papà, appartenente ad una famiglia di gente ricca di The Hills.

Questo non fa di lui un bravo ragazzo, anzi, ma l'incontro con Bax e la scoperta dell'esistenza di un mondo diverso da quello immaginato, segnano la svolta nella sua esistenza.


Se Bax è diventato un cattivo ragazzo per l'esperienze familiari, il posto in cui è nato e cresciuto, Race invece se ne sente attratto  e per una questione puramente personale non ho stima per niente di chi i guai se li va a cercare, visto che sono convinta che questi ti trovino comunque da soli e non hanno certo bisogno di un aiuto.


Dopo la fine del primo volume, con la sconfitta di Novak infatti, Race decide di allearsi con Nassir ed in qualche modo prendere il controllo di The Point, sfruttando la sua notevole intelligenza e la sua capacità di non farsi scrupoli. Nel frattempo però non disdegna di fare affari anche con i ragazzini ricchi di The Hills ed è qui, durante una festa universitaria, che vede Brysen, l'amica di Dovie, che cerca come al solito di tenerlo a distanza.


Il rifiuto di lei esercita su di lui una notevole attrazione. Quando poi iniziano a volare colpi sparati da una pistola, Race la tira fuori dal locale ed i due si baciano rivelando una passione che fino a quel momento, almeno da parte di Brysen, avevano cercato di evitare.


Brysen è una brava ragazza che da circa un anno lotta per tenere insieme la sua famiglia e soprattutto per prendersi cura della sua sorellina, Karsen, dopo che la loro madre ha ucciso ubriaca alla guida e da quel momento è caduta in uno stato di profonda depressione. Non c'è spazio per un uomo nella sua vita, soprattutto per uno che porta guai come Race, ma la stessa sera in cui si sono baciati Brysen riceve uno strano messaggio sul cellulare: "Eri molto carina, stasera. Peccato che non ti ho beccata!"


Quello che sembra uno scherzo di cattivo gusto, finisce per non rivelarsi tale, soprattutto quando la ragazza, su suggerimento di Dovie, fissa un appuntamento con Race per consegnargli il suo pc con tutti i suoi appunti. Lui è un mago della tecnologia e forse potrà aiutarla a recuperare file importanti. Mentre si avvia verso la sua macchina, dal buio si accendono dei fari, prima che un auto in corsa cerchi di investirla.


Race non è nuovo a queste situazioni e si rende conto che qualcuno sta cercando di uccidere Brysen, anche se lei è sicura di non avere nemici particolarmente violenti. Da quel momento, Race entra nella sua vita con prepotenza, deciso a tutto pur di aiutarla, ma vivere a contatto con un uomo così pericoloso ed attraente non è per niente facile.


La storia segue le linee solite del romance, anche se con pennellate di suspense e di intrigo, legato all'ambiente poco sicuro di The Point. Dovie e Bax sono ancora presenti e ben inseriti nel racconto e suscita una certa curiosità il rapporto che si sviluppa tra la piccola Karsen ed il pericoloso Booker che Race mette alle loro calcagna per proteggerle. Sono semi per un nuovo romanzo che ci auguriamo arrivi presto.


Nel complesso la storia è carina, pur senza grandi novità. Si legge in modo scorrevole e  cerca di combinare più elementi, il che è sempre lodevole in quando la natura del romance a volte si ripiega su se stesso e rischia facilmente di scivolare nella noia. Interessante secondo capitolo.


FRASI TRATTE DAL ROMANZO

Siamo tutti immersi nel fango,   ma alcuni di noi guardano le stelle   OSCAR WILDE.

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Il luogo in cui ti trovi non ha importanza; l’unica cosa che conta   è quello che fai una volta che sei lì.

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Race aveva sempre avuto un aspetto regale, come un monarca, così dorato ed elegante. Ma quella notte, all’ombra scura di quel lampione rotto, in piedi sopra all’asfalto crepato, assomigliava di più a un guerriero vichingo, fiero e infelice.

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«Mi prendo cura delle persone a cui tengo, Bry. E tu sei una di loro, che ti piaccia o no.

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«Questa cosa», indicò con un dito prima me poi lui, mentre apriva la portiera, «succederà. Forse non ora perché non è un bel periodo per te, forse nemmeno troppo in là nel tempo perché potrei non restare in giro così a lungo, ma a un certo punto, prima o poi, succederà. Tieniti pronta, Brysen»

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Era l’incarnazione dell’uomo forgiato da tutti i fuochi che ardevano a The Point (Brysen guardando Bax)

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Se tu gli porti un problema, lui proverà a risolverlo. È quello che fa per le persone a cui tiene, e se non ti lasci aiutare, be’, prenderà in mano la questione lo stesso.

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Sorrise, e sentii il suo petto sussultare sotto la mia guancia.      «Ti amo, Brysen. Mi aiuti a rimanere me stesso».      «Ti amo, Race, chiunque tu abbia bisogno di essere, chiunque tu sia.