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lunedì 24 aprile 2017

BUGIE E TENTAZIONI di Connie Mason


Seguendo la scia dei romanzi della collezione ORIGINALE CLUB, che mi avevano dato, dopo la lettura di PROIBITO, l'illusione di volumi meno tagliati e più articolati, mi sono imbattuta in questo volume di qualche anno fa di Connie Mason dal titolo BUGIE E TENTAZIONI, che avrei potuto sintetizzare come ILLUSIONI E DISILLUSIONI. La verità è che la storia parte come accade spesso con grande impeto ed interesse, presentando tutti gli elementi che suscitano la mia curiosità, per poi spegnersi monotonamente in un altalena di capriole in mezzo al letto che al secondo giro hai la sensazione di aver già letto la scena e di aver sbagliato a mettere il segno perché ti sembra di sfogliare sempre la stessa scena.


BUGIE E TENTAZIONI inizia un anno dopo della fine tragica di Culloden. Ancora una volta mi ritrovo in Scozia, dopo il fallimento della rivoluzione giacobita, e anche se tra i feriti in fin di vita non ritrovo Jamie Fraser né il fantasma di Claire, l'ambientazione mi è familiare e quindi l'accoglienza è dovuta. Gli inglesi hanno vinto e stanno umiliando i clan scozzesi che hanno partecipato alla rivolta conclusasi con il massacro di tanti di loro e la fuga del principe Carlo. St. John Thornton, giovane marchese di Derby, ha solo 14 anni quando la sua famiglia decide di farlo sposare con Christy MacDonnald, la figlia di solo 7 anni di un potente capo clan. Lei è l'erede designata e la prassi è quella di far sposare le figlie dei nobili scozzesi con degli inglesi, privandoli quindi delle loro terre.


St. John è un ragazzino che già sembra mostrare il potenziale di seduzione che lo trasformerà nel famoso Lord Sin, mentre Christy è una bambina ribelle, che odia il nemico che l'ha privata del padre e dei fratelli. Costretti a sposarsi praticamente bambini, i due si lasciano con l'impressione di un feroce disgusto. Dopo quasi 15 anni, Sinjun, come si fa chiamare dagli amici, vive la sua vita dissoluta a Londra, ignorando la moglie che non vede praticamente dal giorno delle nozze, utilizzando la scusa di essere sposato per evitare tutte le madri a caccia di un marito per le proprie figlie, godendo invece i favori di vedove e donne sposate.


Un giorno, durante una festa, la sua attenzione viene attirata da una giovane donna, Flora Randall, arrivata da sola senza il vecchissimo marito lasciato in Cornovaglia. La donna, che vive con un uomo praticamente impotente, è a caccia di un amante che possa darle un figlio per poi scomparire dalla sua esistenza. L'attrazione è immediata e Sinjun prova per Flora un'infatuazione che non ha mai sperimentato prima. Peccato che dopo meno di tre mesi, Flora scompare dalla scena lasciando Sinjun con il cuore spezzato, il sospetto che li porti in grembo suo figlio e l'incapacità di dimenticarla.


A complicare le cose arriva la notizia che la moglie scozzese è rimasta incinta di qualche suo amante e St. John decide finalmente di cambiare area e di raggiungere la pestifera creatura che ha sposato per chiederle l'annullamento, non intenzionato a dare il suo cognome al figlio di un altro. Grande è il suo stupore quando scopre che Christy non è altro che Flora, arrivata a Londra per costringerlo a consumare il matrimonio e a darle un figlio che possa permetterle di assicurarsi il controllo della proprietà.


Il clan Cameron infatti contesta la sua nomina a capo clan e Collum vorrebbe costringerla ad annullare le nozze e sposare lui. Con il ritorno di St. John la situazione si complica, mentre l'indolente edonista di Lord Sin comincia a scoprire un mondo ed una vita molto lontane da quello che immaginava, ma che finisce per conquistarlo sempre di più, come il fascino di una moglie dotata di una bellezza e di un carattere fuori dalla norma.


Se ci fossimo fermati a questo, il romanzo sarebbe stato avvincente, con una trama interessante, piena di ritmo e di svolte. Purtroppo la scrittrice prosegue il racconto, perdendolo in continui tira e molla che rovinano l'essenza stessa della storia. Christy finisce per ingannarlo apparentemente per salvargli la vita, ma la scusa presentata per allontanarlo (quando lui già conosce la minaccia di Callum) appare alquanto debole. Il ritorno di lei a Londra, per sfuggire al fastidioso pretendente, è ancora una volta una scelta alquanto incerte e mal motivata, per non parlare dell'ulteriore elemento di contrasto rappresentato dalla scoperta della nascita di Niall. 


Se la prima parte si presenta avvincente, la seconda scivola nella noia del tira e molla dove i due protagonisti non fanno altro che incontrarsi furtivamente, cedere alla passione e separarsi dopo, con continue scene di sesso (spesso anche descritte nello stesso modo) al punto che si va avanti per inerzia. Ovviamente si arriverà al ritorno in Scozia, che crea un minimo di movimento con il rapimento di lei, ma dopo aver svilito la storia riempendola di cose improbabili la magia iniziale si è persa. Peccato perché le idee erano ottime, non sempre ben sviluppate.

domenica 23 aprile 2017

TU SEI MIO di J.R. Ward



John Matthew è sicuramente uno dei personaggio della confraternita che più ho amato, fin da quando compare nel secondo volume, ragazzino muto e problematico, che segue Mary da lontano, quindi questo volume a lui dedicato è arrivato accompagnato da un elevato tasso di aspettative da parte mia. Indubbiamente il suo fascino principale è quella commistione di fragilità e forza che lo caratterizzano, con quei momenti strani in cui la su avita passata emerge con chiarezza dentro di lui. Ma abbiamo imparato ad amarlo per tante ragioni, come il suo affetto disperato per Thor, il padre conquistato e perduto troppo presto, per il suo desiderio e il suo amore rifiutato per Xhex. Insomma gli ingredienti per un grandi protagonista ci sono tutti. 



La storia riparte dove l'avevamo lasciata, ovvero ad un mese dal rapimento da parte di Lash della donna da lui amata, ovvero Xhex, contro cui aveva riversato tutto il suo risentimento per il modo in cui lei lo aveva liquidato dalla sua vita. Le ricerche continuano, ma sembra che lei sia sparita nel nulla e si comincia a temere che non sia sopravvissuta. Ovviamente non si rassegnano Rehvange, Trez e iAm, che sono in qualche modo la famiglia che lei non ha mai avuto, la cercando i confratelli, che la vedono come una di loro persa in battaglia, e ovviamente la cerca  John, con la disperazione assoluta che gli deriva dalla consapevolezza che lei è la sua metà.


Come al solito abbiamo una storia principale, ovvero quella di di John e Xhex, e poi gli altri filoni. Certo entrambi sono personaggi quanto mai complessi. Xhex combatte contro i fantasmi del suo passato, contro un altro rapimento ed i ricordi di una more finito male, con il valoroso Muhrder che non è riuscito ad accettare  la sua ambigua natura di symphath. John deve fare i conti con i suoi traumi provocati dall'abbandono di Thor, la scomparsa di Xhex, la violenza subita. I due si cercano, si trovano, si scoprono, combattono l'uno contro l'altra, cercano punti di incontro, ma il passato di ognuno pesa sul loro futuro, fino a quanto non si renderanno conto che, secondo il motto di Darius, l'unica cosa che conta è sopravvivere al passato e guardare avanti.


Da una parte dunque abbiamo Xhex e John, e dall'altra ci sono Qhuinn e Blay, arrivati ad un punto di rottura provocato dalla scoperta della vera natura dei sentimenti di Blay per l'amico di sempre. Questa scoperta li separa, anche perché Qhuinn affronta con turbolenza la natura di Blay, quasi ne avesse paura. La trama della loro storia si infittisce e diventa sempre più appassionante. Non sono una habitué di questo tipo di storie romantiche, in quanto nei romanzi d'evasione il fattore di identificazione è una componente molto importante, ma la grandezza della Ward emerge però proprio nel modo in cui piano piano il lettore si lega sempre di più a questa coppia, in quanto l'amore, l'attrazione che li lega, vengono così ben descritti da toccare i sentimenti di chiunque.


 La disperazione di Blay, che continua ad amare Qhuinn, anche se questi lo tiene a debita distanza, soprattutto per paura di dover dare una svolta completa alla sua vita, è straziante. In questo volume, Blay, ormai stanco dei continui rifiuti da parte di Qhuinn cerca di andare avanti e di costruirsi una vita in piena sincerità. Al suo fianco compare Saxton, il cugino di Qhuinn, che sembra la persona adatta alle sue esigenze. Peccato che questo mandi in crisi Qhuinn che teme di perdere l'amicizia di Blay, la sua presenza nella sua vita, cosa a cui non vuole rinunciare. Alla fine in questo volume Qhuinn sembra farsi da parte, non disposto a perdere quel modello di normalità che insegue da sempre, ovvero da quando la glymera lo ha fatto sentire un diverso. Lascia andare Blay, anche se con dolore, e l'amico decide che è ora di cambiare pagina.


Ritroviamo anche Payne, la sorella di Vishous, che vive annoiata nell'ormai quasi deserta Altra Parte, dove restano poche Elette ed una Vergine Scribba sempre meno luminosa. Payne vorrebbe liberarsi dal suo destino e poter decidere della sua vita, ma la Madre non le da possibilità di fuga. Unico svago sono gli appuntamenti con Wrath, che continuano con una certa violenza, fino al precipitare della situazione, in maniera assolutamente drammatica, gettando le basi per il prossimo volume. Questo è l'unico filone che resta effettivamente aperto.


Dall'altro lato, con un tuffo nel passato, ritroviamo Darius e Thorment con ruoli capovolti rispetto al presente. Se adesso in qualche modo, Thor ricopre il ruolo di figura paterna nei confronti di John, in passato è Darius (ovvero John nella sua vita precedente) che prende sotto la sua ala un giovane Thorment rifiutato dal suo stesso sangue. Le loro vicende seguono un filone qualsi investigativo, in quanto sono stati mandati dal vecchio re, ovvero Wrath il Grande, sulle tracce della figlia di un aristocratico che è stata rapita. Le indagini porteranno alla scoperta di una violenza subita ad opera di un symphath con un'inaspettata gravidanza della giovane ed il rifiuto della solita glymera, che mai si smentisce. Pian piano che si prosegue nella storia, ci rendiamo conto del vincolo con le vicende presenti, fino al momento in cui un Thor adulto consegna a Xhex l'abito per il suo matrimonio, svelandoci lo stretto legame che li unisce.


Se le varie vicende, che si ricollegano perfettamente sul finale, ci presentano personaggi che conosciamo ormai da diversi volumi, un altro nucleo nuovo è quello che si svolge in contemporanea agli eventi di Caldwell, ovvero quello di Charleston, nella Carolina Del Sud. Era tra tutti quello che mi lasciava più interrogativi, in quanto sembrava completamente slegato dalla trama, almeno fino al finale, dove una sopresa Xhex ci svelerà il mistero. Ci troviamo alle prese con una truppe televisiva (un produttore cinico, una conduttrice avvenente ed un cameraman sempre strafatto) che arrivano in un'elegante dimora diventata un bed and breakfast dove si racconta viva il fantasma di un soldato della Guerra Civile, un tal Eliahu Rathboone.


Man mano che ci addentriamo nella trama, conosciamo i vari personaggi, con una conduttrice meno oca di quanto ipotizzato dal produttore, e questi meno cinico di quanto dimostrato. L'unico che rimane uguale al principio, ovvero strafatto, è il cameraman che comunque vediamo alquanto poco. Pian piano cominciamo a sospettare che il fantasma, più che fantasma, deve essere un vampiro, per via del modo in cui ci viene descritto, ma sarà, come anticipato, solo sul finale che scopriremo la sua identità.


I fratelli ricompaiono come spalle di John e di Xhex nella guerra intrapresa contro Lash. Le shellan invece sono più defilate, tranne Jane e Ehlena che per forza di cose sono sulla scena con le loro abilità piuttosto spesso.


Nel complesso il romanzo mi ha convinto, amando John come l'ho sempre amato. Qhuinn e Blay mi hanno conquistato come non mai e ho trovato interessante il finale di Payne. Non riesco però ad annoverare la storia tra John e Xhex tra quelle mie preferite, per un semplice gusto personale, in quanto Xhex non mi permette di entrare troppo in sintonia con lei, troppo chiusa nei suoi problemi e nei suoi traumi (anche troppi a mio parere per permetterci di focalizzare l'attenzione ed entrare in empatia con lei). Certo resta la bellezza della cerimonia, del finale commovente, quando tutti i fili si ricongiungono ed assistiamo ad una nuova unione questa volta celebrata dal nostro Re. Sono curiosa sulla storia di Payne.



FRASI TRATTE DAL ROMANZO 


Il tempo corre e vola, invero, anche quando si vorrebbe rallentarlo fino a farlo strisciare.


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Gli occhi azzurri erano senza vita: come l'asfalto consumato delle strade, non riflettevano la luce.


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La mente, come un corpo affamato, può cannibalizzare se stessa dopo troppo tempo, se non la si nutre con qualcosa.


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Non posso costringerti ad amarmi se non mi ami...Non puoi costringere il tuo cuore a provare qualcosa che non vuole provare.


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Meglio essere indifferenti che inappagati. Uno è un sollievo, l'altro un vuoto gravato da un enorme fardello.


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La speranza è un'emozione infida.


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I suoi occhi blu scuro, lo stesso colore del cielo che si stava oscurando, erano una sorta di firmamento caldo, di paradiso.


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La voglia di lottare era svanita da tempo, la cosa che più di ogni altra l'aveva definita era evaporata.


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Non c'era modo di consolare il bambino perduto che John era stato un tempo.


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Era più brava a gestire la brutalità che qualsiasi forma di tenerezza.


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Dentro aveva tutte le età cui era scampato, il neonato abbandonato, il bambino indesiderato, l'adolescente solo al mondo...e ora l'adulto.


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"Xhex può fare ciò che vuole. Non si può salvare chi rifiuta la scialuppa di salvataggio."



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La loro storia era scritta nella lingua della collisione: non facevano che scontrarsi e rimbalzare lontani...solo per ritrovarsi coinvolti in un altro impatto.


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La vita continua, pensò John. Qualunque cosa ti abbia fatto il mondo, puoi sopravvivere.


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Il succo della vita, John cominciava a capirlo, non ha nulla di romantico e si può riassumere in tre parole: le disgrazie succedono. Però poi si va avanti.


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Qhuinn ebbe la sensazione di conoscere da sempre quei capelli rossi, quegli occhi azzurri, quelle labbra, quella mascella. E fu proprio in virtù della loro lunga storia in comune che cercò qualcosa da dire, qualcosa in grado di riportarli al punto di partenza. Tutto ciò che gli venne in mente fu...Mi manchi. Mi manchi talmente tanto che sto male, ma non so come trovarti, anche se sei qui davanti a me.


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Peccato che la libertà assomigliasse a una prigione, invece che a un orizzonte.


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La vita continua, anche dopo che è passata la gioia di vivere.


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Lei era il pezzo mancante del suo puzzle, il dodicesimo tassello per completare la sua dozzina, la prima e l'ultima pagina del suo libro. E per certi versi non aveva bisogno d'altro. Tutto ciò che voglio sei tu.

sabato 22 aprile 2017

IL FRUTTO PROIBITO di Anne Herries


Era da un po' che non leggevo un libro di ambientazione quattrocentesca. In qualche modo l'idea degli uomini in calzamaglia poco mi seduceva, anche se poi di racconti rinascimentali ne conosco diversi ed infondo la storia inglese (e non solo) presenta un certo fascino in qualsiasi momento storico.


Il caso ha voluto che IL FRUTTO PROIBITO arrivasse nella settimana in cui ho sbirciato il primo episodio di THE WHITE QUEEN, serie di qualche anno fa in cui, l'ambientazione è alquanto vicina nel tempo e la biondissima protagonista, Elizabeth Woodville, vedova Grey, mi ricordava moltissimo Lady Melissa Whitbread. A parte delle somiglianze estetiche e di ambientazione, i caratteri sono quanto mai lontani.


Anne Herries racconta in IL FRUTTO PROIBITO la storia di un amore sbocciato sinceramente ed impetuosamente fuori dalle scene, in quanto l'incontro tra i due protagonisti, che apre la storia, è segnato subito dal conflitto. Robert di Melford è il figlio di un ricco signore, ma ben lontano dall'aristocratica famiglia dei Whitbread. Melissa e Robert si amano, ma il terribile padre di lei ordina alla ragazza di troncare ogni rapporto con l'uomo, minacciandola di eliminarlo, grazie all'appoggio del fratellastro bastardo di lei, che racchiude ovviamente il male assoluto.


Robert non riesce a credere al tono freddo e scostante con cui Melissa rompe la loro relazione e quando poco dopo viene aggredito da alcuni scagnozzi e dal fratello di lei, questi lo sfigura e lo lascia in fin di vita. A salvarlo interverrà Owain, un vecchio uomo di fiducia della ragazza, che nasconde un oscuro segreto nel suo passato. Mentre la ragazza lotta contro la volontà di un padre che non l'ha mai amata e che vorrebbe usarla per stringere alleanze, Robert, ripresosi dall'aggressione, da una svolta alla sua vita, unendosi agli uomini di Enrico VII, che rivendica il trono di Inghilterra contro l'oscuro usurpatore Riccardo III.


Il problema della storia nasce dalla rapidità degli eventi, in quanto dalla ferita quasi mortale al ritorno trionfante in patria passano solo pochi mesi e tutto appare piuttosto forzato. Nel frattempo Enrico trionfa e con lui i suoi fedelissimi, ovvero anche Robert di Melford. La ruota del destino ha fatto un giro vorticoso e Enrico VII ordina a Robert di conquistare il castello di Whitbread, seguace di Riccardo, e Loeminster, il promesso sposo di Melissa.


Il ritorno di Robert nella vita di Melissa è velato di amarezza e sospetti, in quanto la ragazza ancora lo ama, ma lui sembra accecato dal risentimento e dalla rabbia, anche se non è immune alla sua bellezza che rischia di farlo perdere ancora.


La storia è interessante e ben articolata (ad eccezione di qualche perplessità), ma quello che ho poco gradito è lo stile dell'autrice che in alcuni punti appare piuttosto affrettata, frutto di un taglio o di una sua incapacità di raccontare. Un esempio per tutti è la descrizione dell'aggressione di Robert che viene presentata agli occhi dei lettori come una forma di riassunto affrettato, invece di esserci mostrato dall'autrice. Inoltre l'amore di Robert per Melissa è spesso veicolato o asservito agli occhi, in quanto tutto quello che sa dire della donna che il suo cuore ha amato e che segretamente ancora ama è che "è bellissima" e che bisogna vederla per capire. Onestamente ho trovato riduttivo e avvilente limitarsi a presentare l'amore solo come una forma di stupore adolescenziale difronte ad un bel corpo e ad un bel viso.


Peccato perché io sono un'amante delle storie; adoro quando le autrici riescono ad articolare qualcosa di più interessante del solito schema: "Lei incontra lui, si piacciono, c'è un ostacolo, lo superano e si sposano". Mi piacciono i racconti, dove l'amore entra predominante, ma che fa parte di un quadro molto più complesso e ricco. È probabile che leggerò ancora qualcosa della Herries se troverà un libro con una bella trama, ma al momento la mia valutazione è piuttosto fredda.